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Re: Consenso e ragione spesso divergono

Newsgroups it.cultura.filosofia, it.diritto
From Roberto Deboni DMIsr <news@analisienergie.it>
Subject Re: Consenso e ragione spesso divergono
References <8pvYR.47318$eDa2.1278@usenetxs.com>
Followup-To it.diritto
Message-ID <MvCYR.35279$3iv2.11144@usenetxs.com> (permalink)
Date 2026-06-17 19:24 +0000

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On 2026-06-17, Roberto Deboni DMIsr <news@analisienergie.it> wrote:
> Ho visto il dibattito con Vannacci sul tema del femminicidio
> e gli argomenti portati dalle due donne, con la moderatrice
> sfacciatamente a favore di una posizione, invece di essere
> neutrale (un altro concetto che manca sulle TV nazionali,
> anzi sul giornalismo nazionale), ma ha fatto pensare proprio
> all'enorme divario logico/razionale che sempre piu' spesso
> si nota tra consenso e ragione.

8>< ----

> In pratica, la "fallacia ad populum" usata come argomento a
> favore di una tesi, chiaramente errata.

8>< ----

> Nella discussione, Vannacci purtroppo ha mancato repliche che
> avrebbero inchiodato al muro le signore. Ad esempio, alla
> moderatrice che continuava a macchinetta a ripetere "solo una
> minoranza dei giudici" (ma perche' insistere cosi' ?),
> Vannacci avrebbe potuto replicare: anche Einstein era in
> assoluta minoranza, ma aveva ragione lui, non il consenso
> del gruppo.

Mi piacerebbe un dibattito (scontro ?) tra la Berlinguer e le
giuriste:

<https://ilmanifesto.it/il-ddl-femminicidio-inutile-e-populista-no-da-80-giuriste>

"Il ddl che introduce la fattispecie di reato autonoma di femminicidio
 punita con l’ergastolo è una delle «strumentalizzazioni populistiche»
 utili «più per accreditare l’impegno del legislatore che per offrire
 risposte effettive ed efficaci» ad un problema serio. A scriverlo
 sono 77 giuriste di tutte le università italiane in un coraggioso
 appello contro il disegno di legge approvato dal Consiglio dei
 ministri il 7 marzo scorso. Valeria Torre, docente di Diritto
 penale all’Università di Foggia, è tra le autrici del testo."

Gia' il fatto che debbano essere "coraggiose" per andare contro il
consenso, la dice lunga sulla deriva democratica italiana ...
In un vera democrazia (= libertaria, se volete) non c'e' alcun
bisogno di essere coraggiosi per mostrare il proprio senso critico,
perche' in una democrazia culturalmente funzionante, chi esprime
il dissenso rispetto alla MASSA sa che potra' andare via "impunito"
senza conseguenze, come insulti, porta sbattute in faccia, cancellazioni
dell'amicizia e altre "punizioni" tipiche di una cultura del regime.

> Se alcuni giuristi hanno sollevato una questione di equita' nel
> momento che un reato veniva discriminato meramente per il
> sesso del perpretatore, e' sufficiente come argomento per
> dimostrare che la tesi del femminicidio e' controversa a livello
> autorevole. Il fatto che il disessenso sia minoritario non e'
> in alcun modo prova che sia meno valido o financo errato.
>
> Solo delle oche giulive possono pensare altrimenti.

8>< ----

> Vedo che lo scontro e' avvenuto piu' volte: In Onda (La7),
> Tagada' (La7) e "E' sempre Cartabianca" (Rete 4).
>
> Le critiche sono piovute da Giovanna Botteri, Marianna Aprile,
> Rosy Bindi: quelle donne non sono certamente femministe,
> ma rappresentano proprio cio' che ho menzionato.

Mi domando quali sono le referenze giuridiche di sta gente,
visto che vogliono giocare sporco, perche' non dovrebbe giocare
sporco anche l'altra parte ? Cosa hanno oltre alla "vox popoli",
peraltro una "vox popoli" accuratamente coltivata da decenni
dagli stessi politici demagoghi.

> PS: riguardo agli omicidi all'interno della coppia, e' giusto
> considerare aggravanti, ad esempio:
> * lo stalking prima del fatto
> * la dipendenza economica della vittima
> * uno stato di gravidanza
>
> Di questi tre esempi, solo l'ultimo e' una caratteristica legata
> al sesso. La tesi delle donne non femministre vuole invece affermare
> che la violenza e l'assassinio del coniuge/compagno avvengo sempre e
> solo con il maschio perpretatore (quindi sono escluse le lesbiche
> violenti) e la femmina vittima.

Secondo l'idea del femminicidio, un "maschio" che subisca identica
ordalia di una "femmina" (stalking, violenze fisiche pesanti e non
fisica all'interno del rapporto do copia), fino a venirne ucciso,
dovrebbe vedere la sua "carnefice" cavarsela con meno della condanna
di un "maschio" di simile depravazione di questa femmina "violenta"
fino al piscopatico (come sono psicopatici i maschi che fanno stalking,
scaricano violenza su una persona inerme e passiva, colpevole solo di
avere "sbagliato" una parole, o peggio, per avere timidamente sollevato
un disenso).

A nulla vale l'argomento/tesi che il corrispondente "maschio" di un
femminicidio capitasse solo una volta su dieci. O anche solo una 
volta su cento. Anche se la casistica vedesse le "femmine"
maggiormente vittime, e' impossibile negare che qualche caso di
"maschicidio" accade. Ebbene, le rispettabili giuriste, hanno
subito colto questa discrasia.

E c'e' questo continua richiamo alla parita' dei sessi. Ma proprio
con l'invenzione del femminicidio si va a fornire un argomento per
negare la parita' dei sessi.

Il reato di omicidio con tutte le aggravanti del caso ottiene
esattamente il risultato che si vuole ottenere con il femminicidio.

Ma peggio ancora, tipico da regime fascista, si vuole usare il diritto,
la "Giustizia" come strumento di propaganda:

"Si ribadisce da più parti che questa legge dovrebbe avere una funzione
 culturale promozionale ma mi consenta di dire che col diritto penale
 non si promuove cultura, tanto meno con la minaccia della sanzione
 dell’ergastolo come pena fissa. Perché in questo si svela una
 strumentalizzazione del reo per fini politico criminali."

In altre parole, se volete, il reato del femminicidio vuole negare
l'individuo, la casistica personale, che e' ancora bene ingranato
nel sistema penale italiano: la responsabilita' personale.
Che significa, prima di tutto, che sia una RESPONSABILITA'.

Quella invece di trattatare tutti i casi in modo automatico come
femminicidio non ha nulla di visione del diritto, ma e' propaganda
politica, di una politica che giudica le persone per "categorie".

"Non si può pensare che il diritto penale contrasti una cultura che è
 invece sistematicamente legittimata in quasi tutte le relazioni
 uomo-donna, dalla famiglia al luogo di lavoro, in una società basata
 sulla disuguaglianza di genere."

E che poi questo stesso diritto penale cosi' dichiaratamente progessista
vada a penalizzare l'uomo che ha cancellato, o non proviene, quello schema
"maschio padrone". In realta', gli istigatori del reato del femminicidio
sanno benissimo che cosi' si cristallizano i fronti, con grave danno
sociale. Ed e' quello che fa proprio comodo ad un regime neo-fascista ... ?

"Scrivete che in quasi tutto il Sud America il femminicidio è un reato
 autonomo severamente punito, eppure la deterrenza non funziona."

Ma ci vuole cosi' tanto a capire che, per le ragioni menzionate (basta
ragionarci un po' sopra per capirlo), questo reato appare come un
privilegio del sesso femminile ? E secondo le idiote, cosa finisce per
causare qualsiasi privilegio ? Recriminazioni e odio ?

In realta', come a Vannacci, che semplicemente ha colto un grave errore
delle proponitrici, a queste donne interessa solo raccogliere voti
con classiche tattiche di propaganda canaglia, con appelli emozionali
da slogan facili (ma ingannevoli), e menzogne per omissione.
Per questa ragione sono indifferenti ad una ipotesi che il reato non
porta ad alcuna riduzione dei reati. Tanto loro, c'hanno le guardie
del corpo ...

Cosa funziona ?

"Ma un ragazzino non avverte la minaccia di pena. L’effetto deterrente o
 inibitorio lo fa molto di più il contesto di riferimento: la famiglia,
 il gruppo sociale, la scuola. Bisogna anche smettere di identificare la
 donna sempre come vittima, consolidando il suo ruolo come soggetto
 vulnerabile. Dovremmo andare oltre. E si deve partire dall’inizio, non
 dalla fine: non dalla pena ma dall’educazione affettiva, e non solo.
 Affettiva, non sessuale, che è cosa diversa. I ragazzi sono
 espertissimi di sesso. Ma non conoscono l’affetto e l’amore.
 Non conoscono il rispetto."

8>< ----

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Re: Consenso e ragione spesso divergono Roberto Deboni DMIsr <news@analisienergie.it> - 2026-06-17 19:24 +0000
  Re: Consenso e ragione spesso divergono Roberto Deboni DMIsr <news@analisienergie.it> - 2026-06-18 02:36 +0000

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