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Groups > it.comp.retrocomputing > #48615 > unrolled thread
| Started by | zfkirone <zfkirone@gmail.com> |
|---|---|
| First post | 2017-01-29 12:52 +0100 |
| Last post | 2017-01-30 09:26 -0800 |
| Articles | 11 — 8 participants |
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uptime: 24 anni :) zfkirone <zfkirone@gmail.com> - 2017-01-29 12:52 +0100
Re: uptime: 24 anni :) zfkirone <zfkirone@gmail.com> - 2017-01-29 13:22 +0100
Re: uptime: 24 anni :) G. <gerry77@no.spam.mail.com> - 2017-01-29 17:33 +0100
Re: uptime: 24 anni :) Fabio Bizzi <fbizzi@bizzi.org> - 2017-01-30 09:31 +0100
Re: uptime: 24 anni :) tony pedi <tonyTOGLIMI.pediTOGLIPUREQUESTO@libero.it> - 2017-02-07 19:28 +0100
Re: uptime: 24 anni :) zfkirone@gmail.com - 2017-01-30 09:19 -0800
Re: uptime: 24 anni :) Lead_Oxide <lead@tin.it.invalid> - 2017-01-30 22:33 +0100
Re: uptime: 24 anni :) G. <gerry77@no.spam.mail.com> - 2017-01-31 13:01 +0100
Re: uptime: 24 anni :) nez.geo@getitoutyahoo.com (nda) - 2017-02-11 12:22 +0100
Re: uptime: 24 anni :) GIulia <far593@iperbole.bologna.it> - 2017-01-29 18:45 +0100
Re: uptime: 24 anni :) zfkirone@gmail.com - 2017-01-30 09:26 -0800
| From | zfkirone <zfkirone@gmail.com> |
|---|---|
| Date | 2017-01-29 12:52 +0100 |
| Subject | uptime: 24 anni :) |
| Message-ID | <o6klai$1d05$1@gioia.aioe.org> |
http://www.computerworld.com/article/3162416/data-center/booted-up-in-1993-this-server-still-runs-but-not-for-much-longer.html Server Stratus (mai sentito) con componenti ridondati (ossia, se si guasta un pezzo c'è il gemello che tiene su la baracca, al che puoi cambiare (immagino hotwsap) quello guasto). Sistema operativo proprietario VOS (mai sentito manco questo) Ad Aprile lo mettono a nanna per upgrade, RIP CYA
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| From | zfkirone <zfkirone@gmail.com> |
|---|---|
| Date | 2017-01-29 13:22 +0100 |
| Message-ID | <o6kn1s$1fk9$1@gioia.aioe.org> |
| In reply to | #48615 |
Scusate, l'oggetto è fuorviante, dall'articolo si evince che qualche shutdown pianificato l'hanno fatto ^_^;; CYA
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| From | G. <gerry77@no.spam.mail.com> |
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| Date | 2017-01-29 17:33 +0100 |
| Message-ID | <bb1s8c5i1sul2sgrcoul0cuejk66tsj1e9@4ax.com> |
| In reply to | #48615 |
On Sun, 29 Jan 2017 12:52:22 +0100, zfkirone <zfkirone@gmail.com> wrote: > http://www.computerworld.com/article/3162416/data-center/booted-up-in-1993-this-server-still-runs-but-not-for-much-longer.html > > Server Stratus (mai sentito) con componenti ridondati (ossia, se si > guasta un pezzo c'è il gemello che tiene su la baracca, al che puoi > cambiare (immagino hotwsap) quello guasto). > > Sistema operativo proprietario VOS (mai sentito manco questo) È roba poco nota perché parecchio costosa e abbastanza di nicchia. Un altro esempio del genere è il buon vecchio NonStop della Tandem (e già i nomi sono indicativi della filosofia che ci sta dietro) che ora è della HP. Detto questo, anche il più noto e diffuso VMS può fare qualcosa del genere, nonostante sia disaster tolerant ma non fault tolerant. La differenza c'è ed è importante. Un sistema fault tolerant è tutto ridondato e non si ferma se una sua parte si guasta: "non si ferma" significa che il software neppure si accorge di quel che è successo (a parte il sistema operativo). Un sistema disaster tolerant invece si ferma, ma poi riparte quasi subito da dove era rimasto conservando non solo tutti i dati, ma anche tutte le transazioni in corso che quindi possono essere tutte riportate a uno stato noto. Caso tipico di VMS è quello di due nodi in cluster a distanza geografica, il primo dei quali subisce un disastro mentre il secondo sopravvive: in un tempo variabile fra 30 secondi e 3 minuti il cluster si riconfigura da solo e tutto riprende da dov'era rimasto. Chiaramente molto dipende anche dagli scenari: ovvio che un terminale seriale collegato direttamente a un nodo, se quel nodo "muore", perderà la connessione e rimarrà isolato, ma già in caso di collegamento tramite terminal server verrebbe automaticamente rediretto al nodo superstite (30 secondi circa di timeout), però l'utente dovrebbe in ogni caso verosimilmente rifare login. Se al caso di cui sopra si aggiunge un ulteriore strato software per fare un ulteriore "disaccoppiamento" dall'hardware, per esempio con un ambiente di tipo client-server, oppure con un transaction manager che "conosce" ciascun terminale per nome (e.g. singola porta sul singolo terminal server), ecco che l'utente dopo una breve interruzione potrebbe rivedere lo stesso video su cui stava lavorando al momento del guasto, forse addirittura con i campi che aveva già compilato riproposti nello stato in cui erano. Tutto dipende da quanto si vuole spendere e dal tipo di continuità che si deve avere: ci si può permettere un'interruzione di qualche minuto? si può perdere una pagina di dati inseriti a mano? Si può rifare una transazione annullata? Ha senso spendere tanti soldi per annullare il downtime? Più o meno dello stesso genere sono (erano) anche Sun Cluster e TruCluster. VMS permette di fare l'upgrade hardware e software di un nodo per volta, o anche di più nodi, l'importante è che la maggioranza dei voti del cluster sia sempre disponibile. In questo modo, anche se le singole macchine vengono riavviate spesso, il cluster come entità può sopravvivere per decenni, il che non è una cosa solo "formale", ma significa che non si è mai interrotta la capacità di elaborazione. È esistita anche una versione fault tolerant, il VAXft, che però non ha mai avuto grande successo e che curiosamente si raccomandava non venisse usata in cluster perché i timeout del cluster, per quanto brevi, avrebbero potuto rallentare le risposte del sistema fault tolerant. Da questo ne discende che era fault tolerant, ma non disaster tolerant, o alameno credo, e credo anche che non fosse l'unico. Forse anche lo Stratus di cui sopra è così, se è tutto contenuto in un unico data center... Scusate il "pippone", avevo voglia di scrivere :) Ciao, G.
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| From | Fabio Bizzi <fbizzi@bizzi.org> |
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| Date | 2017-01-30 09:31 +0100 |
| Message-ID | <20170130093153.10df7f37@bizzi.org> |
| In reply to | #48618 |
Il giorno Sun, 29 Jan 2017 17:33:24 +0100 G. <gerry77@no.spam.mail.com> ha scritto: > > È roba poco nota perché parecchio costosa e abbastanza di nicchia. Un [...] > > Scusate il "pippone", avevo voglia di scrivere :) > > Ciao, > G. > Scusate? Semmai GRAZIE!!!! :) -- member of the italian hobbyist DECnet network - HOBBIT
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| From | tony pedi <tonyTOGLIMI.pediTOGLIPUREQUESTO@libero.it> |
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| Date | 2017-02-07 19:28 +0100 |
| Message-ID | <o7d3kp$n7u$1@gioia.aioe.org> |
| In reply to | #48620 |
Il 30/01/2017 09:31, Fabio Bizzi ha scritto: > Il giorno Sun, 29 Jan 2017 17:33:24 +0100 > G. <gerry77@no.spam.mail.com> ha scritto: > >> >> È roba poco nota perché parecchio costosa e abbastanza di nicchia. Un > [...] >> >> Scusate il "pippone", avevo voglia di scrivere :) >> >> Ciao, >> G. >> > > Scusate? Semmai GRAZIE!!!! :) > mi hai tolto le parole da sotto i tasti ;-) :-)
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| From | zfkirone@gmail.com |
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| Date | 2017-01-30 09:19 -0800 |
| Message-ID | <a2814bfc-f44f-4312-b751-ae94b72f2958@googlegroups.com> |
| In reply to | #48618 |
Il giorno domenica 29 gennaio 2017 17:33:25 UTC+1, G. ha scritto: [snip] > Scusate il "pippone", avevo voglia di scrivere :) Beh, a me hai fatto venir voglia di leggere :D CYA
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| From | Lead_Oxide <lead@tin.it.invalid> |
|---|---|
| Date | 2017-01-30 22:33 +0100 |
| Message-ID | <o6obfd$18sr$1@gioia.aioe.org> |
| In reply to | #48621 |
Il 30/01/2017 18:19, zfkirone@gmail.com ha scritto: > Il giorno domenica 29 gennaio 2017 17:33:25 UTC+1, G. ha scritto: >> Scusate il "pippone", avevo voglia di scrivere :) > > Beh, a me hai fatto venir voglia di leggere :D Anche a me :)
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| From | G. <gerry77@no.spam.mail.com> |
|---|---|
| Date | 2017-01-31 13:01 +0100 |
| Message-ID | <p2v09ct5vcbcrpi7tst65osiep3d40pucf@4ax.com> |
| In reply to | #48621 |
On Mon, 30 Jan 2017 09:19:16 -0800 (PST), zfkirone@gmail.com wrote: > Beh, a me hai fatto venir voglia di leggere :D Grazie :) In realtà rileggendomi mi rendo conto di aver fatto un po' di "mischione" fra VMS che è un sistema operativo, il relativo cluster (VMScluster) che è una funzione aggiuntiva offerta dall'OS, e uno strano animale come il VAXft che era una soluzione hardware basata su processori VAX che poi non ha più avuto seguito perché il mercato si è mostrato poco interessato. Diciamo che VMScluster (un tempo VAXcluster) è sempre stato considerato il fiore all'occhiello di VMS, o per lo meno quello più evidente e "mitico", a cui poi si sono ispirati gli altri produttori, non tanto nel senso che abbiano copiato, quanto nel senso che si siano dovuti adeguare a un "golden standard" stabilito dalla Digital. Del resto anche TruCluster, cioè il cluster per Tru64 (quindi Digital anche lui), pur essendo nato nella stessa casa è piuttosto diverso e per certi versi pure più potente e moderno, visto che è venuto dopo. Un altro del genere è (era) Sun Cluster, poi sono venuti i "nuovi cluster" tipo Beowulf e Mosix che si basano su una filosofia diversa e hanno scopi diversi. Alla fine tutti i cluster sono nati per lo stesso motivo: perché una sola macchina non era più sufficiente. I cluster più "tradizionali" tipo quello di VMS hanno un occhio più rivolto alla continuità e sono generalmente di tipo loosely coupled, cioè macchine relativamente autonome e distinte anche per l'utente finale. Viceversa i cluster più "nuovi" sono più orientati verso la potenza di calcolo e sono generalmente più di tipo tightly coupled, cioè appaiono all'utente come un unico sistema più grosso e somigliano di più all'idea che abbiamo oggi di un supercomputer. Il fatto è che nella definizione di cluster ormai rientra tanta di quella "roba" che è difficile dire cosa sia davvero un cluster e cosa no. L'unica cosa certa è che un cluster è fatto da più sistemi che fanno "cose" in comune a un livello meno stretto della singola macchina con più CPU in SMP. Poi va be', oggi sono cambiate le esigenze e i cluster del primo tipo non sono più diffusi e di "moda" come una volta, infatti non se ne sente parlare quasi più. Ormai la singola macchina è diventata così potente e affidabile da rendere il più delle volte un cluster non necessario, fatti salvi i casi in cui più che la continuità è richiesto il supercalcolo. Comunque, a proposito di uptime: | OpenVMS V8.3 on node Hxxxxx 31-JAN-2017 12:51:51.53 Uptime 1944 17:30:04 1944 giorni, cioè cinque anni, tre mesi e venticinque giorni :) E infine, per ritornare un po' in tema con il topic del gruppo, qui tempo fa c'era parecchia gente (me compreso) che si dilettava con VMS e altre simili amenità, anche in cluster. Chissà dove sono spariti tutti quanti... 8-) Ciao, G.
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| From | nez.geo@getitoutyahoo.com (nda) |
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| Date | 2017-02-11 12:22 +0100 |
| Message-ID | <1n1a7o3.1jf5kvd4j044aN%nez.geo@getitoutyahoo.com> |
| In reply to | #48618 |
G. <gerry77@no.spam.mail.com> wrote: > avevo voglia di scrivere :) È sempre un piacere. :) -- Nicola D'Agostino <!-- http://www.nicoladagostino.net --> <!-- http://www.storiediapple.it -->
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| From | GIulia <far593@iperbole.bologna.it> |
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| Date | 2017-01-29 18:45 +0100 |
| Message-ID | <o6l9nv$t5u$1@virtdiesel.mng.cu.mi.it> |
| In reply to | #48615 |
zfkirone wrote: > http://www.computerworld.com/article/3162416/data-center/booted-up-in-1993-this-server-still-runs-but-not-for-much-longer.html > > Server Stratus (mai sentito) con componenti ridondati (ossia, se si guasta un pezzo c'è il gemello che tiene su la baracca, al che puoi cambiare (immagino > hotwsap) quello guasto). > > Sistema operativo proprietario VOS (mai sentito manco questo) > > Ad Aprile lo mettono a nanna per upgrade, RIP Comunque qualunque cosa lontanamente collegata alla rete nel 2017 deve subire volente o nolente aggiornamenti firmware/SO/software. Io definirei l'uptime in modo differente a questo punto, un reboot software schedulato pur resettando il contatore di uptime del SO lo vedrei come una continuita del servizio visto che e' gestito dal SO che fa sostanzialmente una chiamata volontaria alla routine di reset e riparte da dove si era fermato. Giulia
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| From | zfkirone@gmail.com |
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| Date | 2017-01-30 09:26 -0800 |
| Message-ID | <5de6bf8b-fb65-422a-9c5c-1ae9f286638b@googlegroups.com> |
| In reply to | #48619 |
Il giorno domenica 29 gennaio 2017 18:45:35 UTC+1, GIulia ha scritto: > Io definirei l'uptime in modo differente a questo punto, un reboot software schedulato pur resettando il contatore di uptime del SO lo vedrei > come una continuita del servizio visto che e' gestito dal SO che fa sostanzialmente una chiamata volontaria alla routine di reset e riparte da dove si era fermato. Su Linux esiste una variante di uptime che non si azzera al riavvio. da una ricerchina trovo tuptime, ma forse ce n'è altri... http://www.tecmint.com/find-linux-uptime-shutdown-and-reboot-time-with-tuptime/ CYA
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