Path: csiph.com!eternal-september.org!feeder.eternal-september.org!mx02.eternal-september.org!.POSTED!not-for-mail From: Delta11 Newsgroups: it.lavoro.informatica,it.comp.java Subject: Va bhe! Date: Tue, 19 Jan 2016 05:20:44 +0100 Organization: A noiseless patient Spider Lines: 29 Message-ID: Mime-Version: 1.0 Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed Content-Transfer-Encoding: 8bit Injection-Date: Tue, 19 Jan 2016 04:18:03 -0000 (UTC) Injection-Info: mx02.eternal-september.org; posting-host="db798e67ddd34972134c92a2beaffe12"; logging-data="19117"; mail-complaints-to="abuse@eternal-september.org"; posting-account="U2FsdGVkX1+wybA3QBkBBPvzMF8yh2wh" User-Agent: Mozilla/5.0 (X11; Linux x86_64; rv:38.0) Gecko/20100101 Thunderbird/38.5.1 X-Mozilla-News-Host: news://news.eternal-september.org:119 Cancel-Lock: sha1:fFh+s5KQd94BEnDsUC444mWI8os= Xref: csiph.com it.lavoro.informatica:140286 it.comp.java:8856 Molto è stato fatto ma java rimane comunque un LINGUAGGIO DI MERDA. Troppo incasinato da scrivere senza un ide che ti aiuta. Troppo lungo da scrivere. La fase di messa a punto è un vero CASINO , le exception ti danno una mano, ma perdi ORE a trovare la causa di un errore. La programmazione ad oggetti per eccellenza. Alla fine secondo me è molto piu chiaro quando si esprimono concetti a livello scolastico piuttosto che per applicazioni reali complesse. O meglio costi troppo alti, risultati incerti e spesso "ti devi accontare". OVVERO i problemi di sempre di java, e non c'è soluzione, è come avere a che fare con una bella donna, capricciosa e volitiva. mah! Per forza poi i programmatori java sono mal pagati, è piu il tempo che perdono a far funzionare le cose , che a programmare. Essendo un linguaggio indicato per la didattica vien da se che lascia ampissimo spazio ai chiacchieroni e venditori di concetti, piuttosto che ai tecnici VERI problem solving e progettisti con le palle e contropalle. Meno male che sono ritirato per buona pace di tutti. -- Quando la dittatura è un dato di fatto, la rivoluzione diventa un diritto. (Victor Hugo)